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Origine del Nome LOTTO
Il lotto, una origine multinazionale
Quando sentiamo parlare di lotto, la prima cosa che ci viene in mente, da italiani, è il tradizionale gioco così tanto legato alla cultura ed alla tradizione della nostra nazione.
E’ vero pure però che all’origine, almeno stando allo strano nome che gli attribuiamo, non è così intuitivo pensare che sia un concetto italiano.
Ed in effetti la parola “lotto” deriva da un termine in lingua francese, “lot”.
Questo termine ha in Francia ancora oggi il significato di “porzione”, la qual cosa non si lega molto come immagine al gioco che noi conosciamo.
Ma se approfondiamo un tantino di più la ricerca, potrai scoprire che in realtà lot ha un secondo significato, più colloquiale e meno tecnico, Lot infatti significa anche “sorte” (infatti in Francia il termine lotir significa anche “spartire la sorte” o “assegnare la sorte”).
E non finisce qui la cosa curiosa, infatti se ci spostiamo in Inghilterra, ove le origini del linguaggio non sono le stesse dei nostri cugini francesi, possiamo apprendere che un termine simile esiste anche al di là dell’oceano, infatti “hlot” è per gli inglese la cosa (oggetto o situazione) voluta dal destino.
Cosa fare quando si diventa ricchi?
In poco tempo (poco più di un anno) il Superenalotto ho regalato ben due montepremi da record.
L’ultimo qualche giorno fa, nella città di Parma ed in quella di Pistoia.
Il montepremi di 140 milioni di euro, è stato diviso tra le due città, pur se in una maniera un pochino poco equilibrata.
A Pistoia infatti la schedina vincente era frutto di un sistema, i cui partecipanti erano ben 10
(beh? 7 milioni di euro non si vincono mica tutti i giorni..).
Ma a Parma, la città del mangiar bene e del mitico teatro Farnese in legno, la patria di Verdi e del Correggio, il gruzzolone da 70 milioni di euro pare sia andato ad una persona sola.
La proprietaria della ricevitoria del centro commerciale in cui è stato giocato il biglietto superfortunato infatti conferma che la giocata poteva avere un massimo di 5 euro di spesa.
Insomma, 5 euro a fronte di 70 milioni di euro, un bell’investimento, non c’è che dire.
Tra l’altro, a quanto pare, qualche giorno dopo il boom la stessa proprietaria ha trovato attaccato alla bacheca esterna della ricevitoria un biglietto con su scritto: ‘Grazie di tutto, non vi dimenticherò. Federico’.
Win For Life e la corsa al minuto
Nonostante abbia preso piede già da un po’ in Italia, ancora in giro c’è chi si chiede, un po’ sbalordito, perché Win for Life abbia attirato tanti proseliti ed abbia convertito tantissimi fedeli del lotto e del totocalcio, due ambiti del gioco che non hanno mai avuto crisi per via del loro legame con la storia e la
tradizione italiana.
La risposta non è poi così difficile, se si va a scavare un poco sotto l’ondata della novità.
Win for life ha stravolto completamente la concezione della lotteria, introducendo un modello di gioco molto più simile ai gratta e vinci che ai tradizionali biglietti pieni di speranze fino all’epifania.
Il nuovo gioco della Sisal sta avendo un successo senza paragoni, mettendo in secondo piano persino i suoi fratelli, come il povero superenalotto, che pare se la stia vedendo davvero brutta per colpa del nuovo arrivato.
Del resto, anche se il superenalotto ogni tanto promette milioni di euro, l’italiano medio è più incline ai tentativi “mordi e fuggi”.
In effetti, con le sue 18 estrazioni giornaliere, Win for life, invita a giocare ed a tentare la sorte con un margine di attesa davvero minimo, dato che ogni estrazione avviene dopo circa un’ora rispetto a quella precedente.






