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I femminielli di Napoli e il Lotto
il Femminiello è , in buona sostanza, un uomo che “fa” la donna, portando fortuna al popolo e “azzeccando” i numeri del lotto.
Si parla dei femminielli in molti dei libri sulla tradizione partenopea del lotto perché legati anche ad un altro elemento tipico del gioco, ovvero la smorfia.
Il Femminiello napoletano per tradizione “porta bene” perché è carico di una valenza magica, lascito di tradizioni popolare per cui i diversi (in questo caso un uomo/donna allo stesso tempo), fossero detentori di potere sovrannaturali.
La sua condizione però, quasi come una maledizione, non può essere sfruttata per scopi personali, ecco perché è sempre propenso a dispensare numeri, e significati simbolici, legati appunto alla smorfia tradizionale partenopea.
Certo non è da tutti avere la fortuna oggi di incontrare uno di questi folcloristici personaggi e di farsi aiutare nella compilazione di una schedina del lotto, anche perché il fenomeno, purtroppo, è ancora relegato a parte del sud Italia.
Ma a loro sembra si deve la resistenza del gioco del lotto e la sua diffusione fino a stratificarsi come pratica prettamente partenopea.
La strana legge dei ritardatari
Quando si parla di ritardatari non si può non pensare a gente poco raccomandabile che non si presenta agli appuntamenti per l’ora prefissata, il cui atteggiamento si traduce in mancanza di rispetto per coloro che li attendono e per cui viene spontanea sempre una certa dose di educata antipatia.
Ma se per caso quando parliamo di ritardatari ci riferiamo a dei numeri, in particolare ai numeri del lotto, la nostra antipatia magicamente svanisce e spesso, se siamo degli appassionati del gioco del lotto, puntiamo proprio su di loro.
I numeri ritardatari sono i numeri del lotto che mancano dalle ruote da un bel po’ di tempo, e su cui spesso si punta nonostante per la legge della probabilità le uscite dei numeri siano sempre casuali e, ovviamente, non esista alcun modo di prevederle.
Quando si parla di numeri ritardatari però sembra che gli studiosi del lotto siano disposti a fare una eccezione alla matematica, appellandosi alla statistica con impegno altrettanto certosino.
La matematica pura infatti vuole che il fatto che un numero del lotto non venga estratto per molte settimane non significa affatto che ne aumenti la possibilità di sorteggio nelle estrazioni future.
Il lotto e la Cabala
Spesso e volentieri in riviste o siti specializzati nel gioco del lotto spuntano fuori discorsi legati alla cabala.
La cabala è una sezione della tradizione magico-esoterica dell’ebraismo, che è nata e si è sviluppata in Europa più o meno dal VII al VIII secolo dopo Cristo.
La parola Cabala deriva dall’ebraico Qabbalàh, che significa “ricevere”.
Secondo la Cabala antica infatti i seguaci potevano ricevere da entità superiori e divine messaggi nascosti nei sogni o nella vita di tutti i giorni, attraverso un complesso sistema di simbologie e corrispondenze.
E’ per questo motivo che la cabala antica e la smorfia che oggi conosciamo sono profondamente legate tra loro, forse perché quest’ultima è un riadattamento e una tradizione orale che arriva direttamente dalla prima.
Per la Cabala dunque, qualsiasi oggetto, o parola, o interi sogni possono avere dei significati e soprattutto, possono essere dei messaggeri premonitori se ben interpretati.
La cabala ebraica però non va confusa con la cabala o le cabale di tradizione occidentale, che comunque, come abbiamo detto, sono ad essa direttamente ispirate.
Oggi gli appassionati del lotto possono contare su una vera e propria letteratura contenente molteplici schemi dove poter trovare rispondenze e interpretazioni del mondo che li circonda. Possiamo identificarli come una sorta di dizionari che assegnano un numero a parole, immagini, eventi o oggetti.






