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La strana legge dei ritardatari
Quando si parla di ritardatari non si può non pensare a gente poco raccomandabile che non si presenta agli appuntamenti per l’ora prefissata, il cui atteggiamento si traduce in mancanza di rispetto per coloro che li attendono e per cui viene spontanea sempre una certa dose di educata antipatia.
Ma se per caso quando parliamo di ritardatari ci riferiamo a dei numeri, in particolare ai numeri del lotto, la nostra antipatia magicamente svanisce e spesso, se siamo degli appassionati del gioco del lotto, puntiamo proprio su di loro.
I numeri ritardatari sono i numeri del lotto che mancano dalle ruote da un bel po’ di tempo, e su cui spesso si punta nonostante per la legge della probabilità le uscite dei numeri siano sempre casuali e, ovviamente, non esista alcun modo di prevederle.
Quando si parla di numeri ritardatari però sembra che gli studiosi del lotto siano disposti a fare una eccezione alla matematica, appellandosi alla statistica con impegno altrettanto certosino.
La matematica pura infatti vuole che il fatto che un numero del lotto non venga estratto per molte settimane non significa affatto che ne aumenti la possibilità di sorteggio nelle estrazioni future.
Il lotto e la Cabala
Spesso e volentieri in riviste o siti specializzati nel gioco del lotto spuntano fuori discorsi legati alla cabala.
La cabala è una sezione della tradizione magico-esoterica dell’ebraismo, che è nata e si è sviluppata in Europa più o meno dal VII al VIII secolo dopo Cristo.
La parola Cabala deriva dall’ebraico Qabbalàh, che significa “ricevere”.
Secondo la Cabala antica infatti i seguaci potevano ricevere da entità superiori e divine messaggi nascosti nei sogni o nella vita di tutti i giorni, attraverso un complesso sistema di simbologie e corrispondenze.
E’ per questo motivo che la cabala antica e la smorfia che oggi conosciamo sono profondamente legate tra loro, forse perché quest’ultima è un riadattamento e una tradizione orale che arriva direttamente dalla prima.
Per la Cabala dunque, qualsiasi oggetto, o parola, o interi sogni possono avere dei significati e soprattutto, possono essere dei messaggeri premonitori se ben interpretati.
La cabala ebraica però non va confusa con la cabala o le cabale di tradizione occidentale, che comunque, come abbiamo detto, sono ad essa direttamente ispirate.
Oggi gli appassionati del lotto possono contare su una vera e propria letteratura contenente molteplici schemi dove poter trovare rispondenze e interpretazioni del mondo che li circonda. Possiamo identificarli come una sorta di dizionari che assegnano un numero a parole, immagini, eventi o oggetti.
I sogni nel lotto : la smorfia
Se per l’anagrafe risulti una persona adulta, o se hai almeno un parente oltre la cinquantina avrai sentito parlare senz’altro dei sogni in relazione con il gioco del lotto.
Una forte tradizione culturale vuole unito il sonno ed i messaggi subliminari che all’interno del sonno arrivano al cervello e vengono ricordati da chi si sveglia, e la numerologia del lotto.
Ormai, con il tempo e l’insieme di esperienze di cui il popolo italiano si è fatto protagonista, questa serie di informazioni, indiscrezioni, consigli e dritte è diventata per molti accomunabile ad una vera e propria scienza (per niente esatta, come il lotto stesso insegna), con la quale si tenta di decodificare i messaggi provenienti dalle ore di riposo.
In realtà pare che l’usanza di convertire elementi del sogno a numeri non sia una pura invenzione, dato che già nella Cabalistica ebraica erano presenti molteplici legami tra simboli lettere e numeri, che i seguaci di questa via utilizzavano per “decriptare” la realtà non apparente.
Da qui, probabilmente nasce la teoria fondante che ancora oggi molti utilizzano per interpretare i sogni, considerati un punto di incontro tra l’umano e il sovraumano o, per meglio intendere la funzione all’interno del lotto, tra il conscio e l’inconscio.






